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Titolo: cosasifa.it

Pubblicazione: Giornaliera

Direttore : Egidio Genise

Autorizzato con decreto del Presidente del Tribunale di Bergamo n. 33 del 11 Dicembre 2006

 
 

Il dito di Caprivi



Dopo l’arida Skeleton Coast, punteggiata di relitti arrugginiti; le sabbie rosse del Kalahari; gli scheletri neri delle acacie del Namib; la regione di Caprivi, in Namibia, appare come un miraggio agli occhi del viaggiatore, o, più letteralmente, come un bicchiere d’acqua fresca in mezzo all’arsura del deserto.
Incuneato nell’area al confine con Angola, Botswana e Zambia, il dito di Caprivi è infatti un inatteso mosaico di boschi, foreste, paludi, pianure alluvionali e fiumi, che ospita un’enorme varietà di animali, in particolare di uccelli e di piante.
Se la Namibia è conosciuta da tutti per i suoi deserti, Caprivi manda quindi un messaggio ben diverso: Caprivi è unica, inaspettata, sorprendente. È umida, verdeggiante, viva.
Questa striscia di circa 18.000 km quadrati, disegnata a tavolino per ragioni di opportunità politica ed economica dagli Imperi tedesco e britannico, è percorsa dai fiumi Kavango, Chobe, Kwando e Zambesi, importantissime fonti di vita: non a caso infatti si radunano in quest’area grandi mandrie di animali selvatici e centinaia di specie di uccelli e pesci, in particolare i red lechwe, un’antilope conosciuta col nome di lichi, i sitatunga, i waterbuck, o antilopi d’acqua, gli ippopotami, gli elefanti, numerosi bufali, coccodrilli, licaoni, scimmie, leopardi e zebre.
Accanto ai grandi baobab, albero simbolo del continente africano, svettano gli alberi di acacia, seringa, copalwood e teak dello Zambesi: interi boschi verdeggianti ricoprono gran parte del territorio dei parchi naturali di quest’area, in particolare il Mahango National Park e il Bwabwata National Park, dove è facile vedere  numerosi esemplari di uccelli acquatici, come la garzetta ardesia, la gru caranculata, il pellicano grigio, la jacana minore, la pavoncella e la pernice di mare.
Anche gli esseri umani hanno storie e culture particolari: nella zona di Caprivi vivono i Kavango, in lingua locale “il popolo dell’acqua”, un’antica popolazione originaria dell’area dei grandi laghi dell’Africa orientale, stabilitasi qui alla fine del 1700.
In questa zona ricca d’acqua, i Kavango praticano da secoli la pesca, l’allevamento e l’agricoltura: le piccole piantagioni di sorgo, miglio e mais che punteggiano le distese verdi di Caprivi, sono il segno tangibile della presenza dell’uomo, una presenza rispettosa della natura e dei suoi fragili equilibri.

L’operatore Kel 12
propone una spedizione alla scoperta della Namibia e, in particolare, dell’area di Caprivi, per un viaggio che offre un’immagine inedita della Namibia, uno dei luoghi più amati d’Africa.
Il pacchetto di 15 giorni di viaggio proposto, denominato “Namibia-Obioettivo Safari: Kaudom National Mark e Caprivi Street”, prevede partenze il 10 e il 24 agosto, con quote che partono, a persona, da 3.480 euro.
L’itinerario completo e i dettagli, nel sito:

www.kel12.com/itinerario.aspx?i=11144

Un altro itinerario attraversa invece le zone del Damaraland e del Kaokoland, alla scoperta del mitico popolo Himba.

In questo caso il pacchetto, chiamato: “Namibia-Damaraland e Kaokolan: il popolo degli Himba”, 17 giorni, con partenza il 6 agosto, è proposto con quote che partono da 3880 euro.

L’tinerario completo e i dettagli, nel sito:

www.kel12.com/itinerario.aspx?i=11143

 


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