Tour Operator

     
 

Andiamo a sciare

Arriva Natale

Capodanno

Mercatini Natalizi

Si, lo voglio

Sport e turismo

Viaggi di nozze

 

Aeroporti

Arte e cultura

Enti del Turismo

In libreria

Manifestazioni

Musica

Salute

Solidarietà

Spettacoli

Tour Operator

Trasporti

 

Australia

Austria

Centroamerica

Compagnie Aeree

Croazia

Crociere

Danimarca

Francia

Giappone

Grandi città

Israele

Lituania

Maldive

Mauritius

Monaco

Olanda

Perù

Repubblica Ceca

Repubblica Dominicana

Singapore

Slovenia

Stati Uniti

Sudafrica

Traghetti

Tunisia

Uganda

 
 

Titolo: cosasifa.it

Pubblicazione: Giornaliera

Direttore : Egidio Genise

Autorizzato con decreto del Presidente del Tribunale di Bergamo n. 33 del 11 Dicembre 2006

 
 

Etiopia: tra i popoli primitivi



Se il nord dell’Etiopia è famoso per i suoi monumenti storici e culturali, un’unicum nell’Africa subsahariana, la regione di sud-ovest verso i confini con il sud del Sudan e il nord del Kenya vanta le sue maggiori peculiarità nell’ambiente e nelle popolazioni che lo abitano.
Man mano che si procede a sud verso l’Equatore, l’altopiano cede il passo a basse pianure infestate dalla mosca tze tze, i coltivi alle savane, il fresco all’umidità tropicale, le genti semitiche alle scure popolazioni nilotiche: siamo nel bacino dell’Omo, fiume più lungo e consistente del Po (800 km) e ultimo enigma geografico del continente, che alla fine del 1800, all’epoca del primo tentativo coloniale italiano, vide le eroiche gesta dell’esploratore Vittorio Bottego, il quale a prezzo della vita accertò per primo l’immissione del fiume nel lago Turkana, in Kenya e quindi la sua totale indipendenza dal bacino del Nilo.

La bassa valle dell’Omo costituisce ancora oggi una delle aree più intatte e incontaminate del continente, una delle ultime wilderness, dove la civiltà materiale è rimasta per ora ancora ai margini.
Mancano
le grandi mandrie di animali selvatici dell’Africa australe, anche se animali ci sono, mimetizzati nelle estese savane dei parchi nazionali Omo e Mago; abbondano gli uccelli e fauna e flora offrono parecchi endemismi, come si può riscontrare nei grandi laghi che occupano il fondo dell’immane spaccatura geologica della Rift Valley, popolati da ippopotami e coccodrilli e da milioni di uccelli a formare uno dei migliori luoghi africani per il birdwatching, con oltre 300 specie diverse.
Ma soprattutto qui si concentrano alcuni dei gruppi etnici più affascinanti dell’intero continente, in un incredibile miscuglio di genti nilotiche, bantù e camite-cuscite.

Si tratta di un numero elevato di piccole popolazioni animiste, come Surma, Mursi, Hamer, Karo,  Konso, Dorze e tanti altri, che parlano 45 dialetti diversi, i quali hanno mantenuto intatte tradizioni e stili di vita grazie al loro isolamento e alla feroce ostilità verso gli estranei e gli stessi vicini.

Vivono quasi nudi in villaggi di paglia con un’economia di sussistenza ferma alla protostoria, per l’esattezza all’epoca neolitica, basata sull’allevamento di bovini e ovini, (zebù e capre), un po’ di agricoltura, caccia, pesca e produzione di miele, ma le loro bellissime donne usano fantasiose acconciature  e vistose scarificazioni tribali, mentre gli uomini vestiti di pelli, quando non sono nudi del tutto, hanno il corpo e il viso dipinti con gesso e creta come fossero appena usciti da una foto del secolo scorso.
Un mondo che non sembra essere cambiato quasi per niente dai tempi di Bottego, quando gli esploratori italiani erano impegnati a scoprire dove finissero le acque dell’Omo, ma destinato presto a scomparire, travolto dalla nostra “civiltà”.

Non a caso è un territorio protetto dall’Unesco come patrimonio dell’umanità, anche per il rinvenimento di abbondanti resti fossili di animali antichi, di Australopithecus e di Homo, nonché dei più vetusti strumenti litici usati dall’umanità, ma che una gigantesca diga sul fiume, costruita da italiani, sta rischiando di distruggere nel giro di poco tempo.

Per compiere l’esplorazione della valle dell’Omo occorre organizzare una vera spedizione etnografica, tutta compiuta in fuoristrada e basandosi su strutture ricettive non sempre all’altezza, tra le popolazioni più primitive del continente più primitivo.

Il percorso parte da Addis Abeba, terza città per grandezza d’Africa e terza capitale al mondo per altitudine a 2.400 m, dove meritano una visita quantomeno il Mercato, il maggiore del continente, e il museo che ospita lo scheletro di Lucy, l’ominide etiope vecchio di 3,2 milioni di anni.
Puntando verso sud, in una natura esuberante, tra piantagioni di caffè, foreste e villaggi con i tukul dal tetto conico, si arriva ai grandi laghi della Rift Valley ed ai villaggi dei Dorze, abili tessitori di stoffe policrome dai colori vivaci, ma dove non manca una escursione in barca sul lago Chamo per ammirare i coccodrilli più lunghi del continente.
Dopo Arbaminch e Jinka si entra nella bassa valle dell’Omo, tra montagne, savane e paludi che si alternano a praterie e foreste.

Qui vivono alcuni gruppi etnici tra i più selvaggi e interessanti d’Africa, come i Konso (abili intagliatori di statue lignee, preziosi oggetti di artigianato rituale); i pastori Tsemai; i cacciatori Banna e i pastori Ari, ognuno con proprie caratteristiche peculiari. 

Il parco nazionale Mago è povero di fauna, ma ospita i pastori Mursi e Surma, tra le più singolari popolazioni della valle, feroci guerrieri che vivono ancora di caccia: gli uomini nudi, famosi per i combattimenti con bastoni, hanno il corpo dipinto con argilla e gesso e le cicatrici che indicano i nemici uccisi; le donne usano piattelli di terracotta con cui si deformano labbro inferiore e le orecchie.
Non
risulta ben chiara la ragione dell’uso del piattello labiale, che comporta anche l’estrazione dei denti davanti, cioè se sia cioè dovuta a soggettive visioni estetiche, oppure ad una deformazione voluta per sottrarre le femmine al turpe commercio degli schiavisti: fatto sta che Mursi e Surma ne vanno fiere e maggiore è il piattello, più alto risulta il loro prestigio sociale.
Tra le savane saline del Chew Bahir, (ex lago Stefania), si incontrano gli Hammer, tra le genti più belle e dignitose dell’Omo: sono famosi per l’abbigliamento di pelle, i gioielli e le singolari acconciature; le donne si notano per i riccioli di grasso e fango, gli uomini per le crocchie di argilla e piume d’uccello.
I maschi,
per dimostrare il loro coraggio,  debbono esibirsi nel “salto dei tori”, saltando una fila di tori appaiati.
Al suggestivo mercato di Turmi si possono incontrare i Karo, maestri nel decorare i corpi nudi con pigmenti naturali, mentre le donne con le scarificazioni realizzano dei veri disegni sui propri corpi.  Omorate, il villaggio etiope più a sud prima del Kenya, risulta abitato dai Galeb, pastori-guerrieri pieni di scarificazioni.
Sulla via del ritorno, dopo i villaggi Konso, bravi produttori di gioielli con perline ed alluminio, attendono il viaggiatore ancora due meraviglie:  il cratere del vulcano spento di El Sod, con una lago nero pece sul fondo di 200 m da cui si estrae, in un ambiente da inferno dantesco, il sale, e poi i “pozzi cantanti” dei pastori Borana, profonde cavità da cui attingere manualmente l’acqua per le loro mandrie.

Chiudono il percorso i suggestivi laghi della Rift Valley Shala, Abiata e Langano, assai ricchi di pesce e di uccelli acquatici.
L'operatore urbinate
“Apatam Viaggi” - Tel. 0722 32 94 88, www.apatam.it - specializzato in percorsi culturali di scoperta con accompagnatore qualificato in tutto il mondo, propone un itinerario di 15 giorni alla scoperta della natura e delle popolazioni tribali della valle dell’Omo.
Uniche partenze di gruppo con voli di linea Ethiopian Airlines da Roma, (e da altre città italiane) il 18 novembre e 23 dicembre 2017 e 10 febbraio 2018, pernottamenti con pensione completa in hotel, lodge e resort a 2, 3 e 4 stelle, quote da 3.150 euro, in doppia, tutto compreso.

 


Le altre notizie

In viaggio nell’isola-continente

La "Ruta del Che“

Flinders Ranges Outback

Sulla rotta della balene

Messico: dagli Aztechi ai Maya

Dove osano gli aquiloni

Crociera sul Rio delle Amazzoni

A Natal per il “Ponte”

Il Perù e le civiltà andine

Tutto il “gusto” della Grecia

Il dito di Caprivi

Vieni in Colombia

Tailandia e i Paradisi del Sud

Giordania: non solo Petra

Con le Bahamas nel cuore

Cina, tra storia, arte e paesaggi

Etiopia: tra i popoli primitivi

Dove l’Autunno si fa Primavera

Il Botswana da scoprire

Penisola arabica: ieri, oggi, domani

Rio de Janeiro sconosciuta

India, per un viaggio nel tempo

Esplorando l’Argentina

 

 

 

 

Alberghi

Benessere

Lo sapevate che . . .

Parchi

Personaggi

 

Ristoranti

Vino. . . vino. . .

 

Nessun record restituito.
 

Chi siamo

Contattaci

Email

Immagini

 

 

Aeroporti italiani

Agriturismi

Compagnie Aeree

Giochi on line gratis

Governo Italiano

Il Mondo in un clik

La terra dal cielo

L'Italia da vedere

Lotto

Mappe

Meteo

Metropolitane d'Italia

Metropolitane Europee

Motori di ricerca italiani

Motori di ricerca nel mondo

Musica da ascoltare

Orari ferroviari

Oroscopo

Programmi TV

Quotidiani in rete

Sisal

Tabelle alimenti

Tour Operator

Traghetti

Trivago

Turismo

Turismo in Internet

 
 
Copyright 2007 - Cosasifa.it | p.i. : 02252460163

design & creations in Blue line by Pk-web